Monumenti e chiese perdute

 

Palazzo Berardi

 
Imponente palazzo residenziale di proprietà del marchese Filippo Berardi, personalità di spicco della politica nazionale e della storia ceccanese, in quanto promotore di numerosi lavori di ammodernamento della città.

Conosciuto anche come " Villa Berardi " per la presenza tutt'intorno di un rigoglioso giardino, il palazzo venne costruito nel 1862 seguendo il progetto dell'architetto Antonio Cipolla, lo stesso che si occupò in quegli anni del restauro del castello dei conti de Ceccano. Antistante al palazzo si trova l'omonima piazza, arrricchita a fine '800 dallo splendido "Fontanone dei Delfini" e da due grandi leoni in ottone che avevano lo scopo di abbellire il ponte sul fiume Sacco. Verso la fine del Secondo Conflitto Mondiale, ciò che restava del palazzo, già pesantemente danneggiato dai bombardamenti americani del 1944, venne fatto saltare in aria dai tedeschi in ritirata assieme al ponte e al vicino Borgo Berardi. I leoni in ottone furono trafugati; una parte del Fontanone dei Delfini è stato recuperato solo una decina di anni fa e posto all'interno della Villa Comunale. L'area dove sorgeva l'elegante residenza è oggi occupata da due edifici, costruiti intorno agli anni '60.

 

 

Chiesa di San Pietro Apostolo

 

La presenza a Ceccano di una chiesa dedicata a San Pietro è attestata già dal Medioevo. Costruita all'inizio del XII secolo all'interno delle mura della città, la chiesa di San Pietro Apostolo (S.Pietro in Iscleta) venne affidata dai conti Uberto e Amato de Ceccano ai monaci di Montecassino.

…hoc tempore oblata est in hoc monasterio ecclesia Sancti Petri ad Iscleta in Campania territorio ciccanense cum maximis circa possessionibus ad Hubberto et Amato comitibus Ciccani et Signiae.TRADUZIONE In quel tempo a questo monastero (monastero di Montecassino) fu donata da Uberto e Amato, conti di Ceccano e di Segni, la chiesa di San Pietro ad Iscleta, situata in Campagna, nel territorio ceccanese, con moltissimi beni nelle vicinanze.

 

Nel 1750 divenne parrocchia; verso la fine del XVIII secolo, a causa delle pessime condizioni in cui si trovava, su permesso della famiglia Colonna la chiesa venne demolita e ricostruita poco dopo (a partire dal 1781). Danneggiato da un fulmine nella prima metà del XIX secolo, l'edificio fu nuovamente riedificato e ampliato in stile corinzio. La costruzione, a pianta centrale, senza cupola, era realizzata in pietra locale. Il campanile, a pianta quadrata, era alto 37 metri. All'interno si trovavano pitture, mosaici e tre altari in marmo dedicati a San Pietro, alla Madonna del Perpetuo Soccorso e a N.S.del Sacro Cuore con le rispettive statue. Dietro l'altare maggiore una tela raffigurava il Salvatore nell'atto di affidare le chiavi all'apostolo Pietro.

La chiesa fu danneggiata durante il bombardamento anglo-americano del 3 novembre 1943 e, in seguito, completamente distrutta dai bombardamenti del 21, 22, 23 maggio 1944. I danni subiti comportarono la distruzione totale di altari, quadri e statue, mobili vari, biancheria, parati e suppellettili sacri, numerosi manoscritti e un centinaio di volumi, finemente lavorati e rilegati, con opere di teologia, filosofia e predicazione [1].

Finita la guerra, si decise di ricostruire la chiesa nella zona periferica "Cantinella", poichè questa ancora non possedeva una propria parocchia.
La nuova struttura ospita al suo interno una tela che ritrae San Pietro Apostolo con alle spalle la città di Ceccano. Dell'antica chiesa restano solamente una delle due campane e un calice, conservato nell'attuale sacrestia. 

Nell'area dove originariamente sorgeva la chiesa di San Pietro Apostolo oggi è presente una terrazza, su cui è stato collocato il monumento in ricordo delle vittime dei bombardamenti del 1943-44. Al di sotto di questa terrazza sono ancora visibili alcuni ruderi della  chiesa e un tratto delle mura poligonali dell'antica Fabrateria. Nella stessa area si trovava un tempo Porta San Pietro, una delle più importanti porte urbane di accesso al borgo, in quanto rivolta verso Roma. 

 

 

 

[1] Relazione del parroco Chiavacci, inviata in data 3 maggio 1945 alla Pontificia Commissione per l'Arte Sacra in SILVANO GALLON, "La parrocchia di San Pietro Apostolo in Ceccano nel 50° della chiesa -1962/2012", Tecchiena di Alatri 2012, p. 117.

 

 

 

Porta Abbasso

 

Questa porta urbana era situata nella via omonima sul lato sud della cinta muraria. Era un tipico ingresso a baionetta  (varco posto in salita e protetto su un lato da una scoscesa parete rocciosa) con finalità difensive.

 

Chiesa di San Giacomo

 

Questa antica chiesa medievale fu fatta consacrare dal conte Giovanni I de Ceccano nel 1209, per ringraziare la Madonna del buon esito avuto dal pellegrinaggio a Santiago di Compostela intrapreso da sua madre Egidia. La struttura, che dipendeva da Santa Maria a Fiume, è andata distrutta nel corso dei secoli. In seguito, il culto per san Giacomo proseguì nella parrocchia di Santa Maria a Fiume, dove ogni 23 agosto si celebra la festa in onore del santo, culminante con un'importante fiera.

 

 

Chiesa di Santo Stefano

 
Antica chiesa medievale edificata sull'omonima collina, nel XIX secolo venne chiusa al culto e abbandonata.  L'edificio fu demolito totalmente nei primi anni del '900 e le sue pietre vennero reimpiegate per la costruzione del tetto, dell'abside e del transetto della chiesa collegiale di San Giovanni Battista. Sull' area dove sorgeva la chiesa venne realizzato, negli anni '30, un serbatoio per l'approvvigionamento idrico della città.

 

 

Chiesa di Sant'Angelo

 
Originariamente la chiesa di Sant'Angelo si trovava al di fuori delle mura cittadine, precisamente in prossimità della fornace Piroli. In seguito venne distrutta e ricostruita nel centro storico,  in contrada San Pietro, di fronte a Palazzo Bovieri

 

 

Chiesa di Sant'Antonio


Piccola chiesa medievale con annesso ospizio per gli infermi, venne eretta dai frati Antoniani nella zona del centro storico detta "Caùto". Oggi se ne conserva il ricordo nel toponimo di via S. Antonio.

 

Chiesa di San Martino

 

Antica chiesa medievale che sorgeva nella parte bassa del centro storico. Di essa restano oggi solamente i lastroni in pietra del basamento, sporgenti al di sotto di un'altra costruzione. Se ne conserva il ricordo nel toponimo di Borgo San Martino.

 

Chiesa di San Quinziano   

   

La chiesa fu costruita nel Medioevo nei pressi dell'antica San Pietro. Gli Annales Ceccanenses riferiscono che nel 1196, in occasione della consacrazione di Santa Maria a Fiume, ospitò Oddone, vescovo di Veroli. Di tale chiesa si conserva oggi il ricordo nel toponimo di via S. Quinziano.

1255