Casa palaziata "Domenico Gizzi"

Il palazzo, ubicato in via Madonna degli Angeli e ultimato nel febbraio 1736, fu costruito per volere di Domenico Gizzi nel luogo in cui sorgeva l'abitazione di suo padre.  Costata 2132 scudi e 95 baiocchi [1], la costruzione presenta all'esterno un ampio cornicione in stucco e finestre in pietra di peperino rosso; sul portale, discretamente conservato, è scolpito lo stemma del musicista. All'interno si possono ammirare uno scalone con volte, colonne, cornici e ovali in stucco, sul modello delle abitazioni nobiliari napoletane del primo '800. L'elegante facciata, l'imponente portale, gli interni, un tempo sfarzosi, sono espressioni della ricchezza e dell'alto grado sociale raggiunti da Gizzi nel corso della sua prestigiosa carriera musicale. Dopo la morte di Domenico, sopravvenuta nel 1758, l'abitazione fu ereditata insieme con tutti i suoi beni dal fratello Pietrangelo, da lui nominato erede universale.  Attualmente è proprietà di privati.

 

 

Domenico Gizzi

 

Celebre cantante e compositore, Domenico Gizzi rappresentò una personalità di primo piano nel panorama artistico e musicale italiano del primo Settecento.
Il suo nome è legato a quello dei cosiddetti "musici evirati", cantanti che per le straordinarie capacità vocali raggiunsero fama e successo nei teatri italiani ed europei del Sei-Settecento.
Nacque ad Arpino nel 1676; suo padre Igino discendeva dalla famiglia Gizzi, stabilitasi a Ceccano all'inizio del secolo.
Avviato fin da piccolo agli studi musicali, si trasferì a Napoli per completare la sua formazione presso il conservatorio di Sant'Onofrio a Capuana. Le sue doti musicali lo portarono a ricoprire prestigiosi incarichi: Musico Soprano presso la Reale Cappella di Napoli,  Sopranista della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, interprete stimato nei maggiori teatri italiani (Napoli, Venezia, Roma).
Lavorò a fianco dei principali artisti del tempo: Nicolò Grimaldi, detto Nicolino, Marianna Benti Bulgarelli, detta la Romanina, Francesco Vitale e Carlo Broschi, detto il Farinelli.
Interpretò le opere di celebri compositori, quali Alessandro Scarlatti, Pietro Metastasio, Nicola Antonio Porpora, Leonardo Leo, Leonardo Vinci.
Si dedicò anche all'insegnamento, istituendo nel 1720 a Napoli una scuola di canto nella quale si formarono artisti di grande spessore. Tra i suoi allievi si ricorda Gioacchino Conti, che assunse il nome d'arte "Gizziello" in segno di gratitudine nei confronti del maestro. Domenico Gizzi morì a Napoli nel 1758.

 

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[1] La notizia è riportata in un documento del notaio Giovanni Marcelli di Ceccano, custodito nell'Archivio di Stato a Frosinone.

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