Il territorio ceccanese

 

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E LINEAMENTI MORFOLOGICI - GEOLOGICI

<< Il territorio del comune di Ceccano è compreso tra 41°-31' e 41°-37' Lat.Nord e tra 13°-17' e  13°-23' Long.Est e rientra nel Foglio 159 della Carta d'Italia I quadrante. I suoi confini geografici sono definiti dal comune di Frosinone a Nord, dal comune di Patrica ad Ovest, dai comuni di Castro dei Volsci, Giuliano di Roma e Villa S. Stefano a Sud, dai comuni di Pofi e Arnara ad Est. La sua estensione si aggira, approssimativamente, intorno ai 60,43 kmq. La sua escursione altimetrica varia dai 790 m s.l.m, in corrispondenza di Monte Siserno, ai circa 110 m s.l.m., in corrispondenza dell'alveo del fiume Sacco.

L'area ceccanese ricade nella fascia centro-meridionale della Valle del Sacco. Questa valle è impostata in una depressione tettonica (la Valle Latina) all'interno della catena appenninica. Tale depressione è caratterizzata da un fondovalle subpianeggiante o di bassa collina ed il suo asse si sviluppa in direzione appenninica NO-SE.  E' questa una regione prevalentemente collinare interposta tra le catene montuose dei Monti Lepini - Ausoni ed Ernici, alla cui costituzione partecipano in gran parte le formazioni calcaree dell'era mesozoica. Tali complessi montuosi presentano il tipico allineamento appenninico con direzione  NO-SE. Tale allineamento è la conseguenza diretta delle spinte compressive tra la placca africana e quell'europea, con direzione principale E-NE. Il sollevamento della catena appenninica va ricercato indietro nel tempo geologico fino al Miocene (da 24 a 5 milioni di anni fa), quando lo scontro tra i due blocchi fu così intenso da determinare la completa emersione dell'Appennino. Il territorio di Ceccano in particolare, se si esclude la limitata fascia montuosa a Sud-Ovest e le fasce pianeggianti a ridosso del Fiume Sacco, è morfologicamente definito da un susseguirsi di piccoli rilevati e/o dossi collinari, intervallati da stretti impluvi. (fig.1)

Sia la fascia sommitale dei rilevati e dei dossi che le fasce pianeggianti sono state utilizzate per la realizzazione di manufatti, tanto che si è in presenza di un fenomeno di urbanizzazione che interessa pressoché tutto il territorio. Anche lungo le ultime propaggini del versante Nord-Orientale del complesso montuoso di Monte Siserno, a S-O del territorio ceccanese, numerose sono le abitazioni isolate recentemente realizzate. Le fasce ancora poco antropizzate risultano per lo più quelle ricoperte da bosco.

Il fiume Sacco risulta il principale elemento di drenaggio superficiale per l'intera area a carattere regionale; attraversa la Valle Latina con andamento  al quanto meandriforme, garantendo un deflusso in direzione S-E. A scala locale, la regimazione delle acque scorrive sull'intero territorio di Ceccano è in genere garantita da elementi idrologici a spiccato carattere secondario, rappresentati da fossi, canali e rii interpoderali. Tale assetto idrologico ha delineato un modellamento del paesaggio tale da prevedere un contesto geomorfologico sub-pianeggiante a ridosso del fiume Sacco, rigonfiamenti mammellonari rappresentati da blandi rilievi addolciti costituiti da termini marnoso-arenacei lungo la fascia Nord-Orientale del territorio, modesti rilievi pedemontani per lo più piatti in sommità e profondamente incisi a formare vallette e piccoli burroni costituiti da termini tufacei. Decisamente più accidentata risulta la morfologia del territorio in coincidenza degli affioramenti delle formazioni carbonatiche litoidi cretaciche e mioceniche che costituiscono rispettivamente l'ossatura del complesso montuoso di Scappelleto-Siserno e del dosso collinare su cui si sviluppa il centro urbano di Ceccano.

La geolitologia del territorio di Ceccano è quella caratteristica di colmamento di depressioni nella formazione carbonatica (fig.2). Essa, oltre ad essere ricca  nella varietà delle rocce affioranti, è molto complessa per le variabili caratteristiche tecnico - meccaniche che possono interessare, anche localmente, la stessa area, in relazione alla morfologia di questa, alla successione stratigrafica, alla disposizione degli strati, alle sollecitazioni cui sono state sottoposte le rocce e, di conseguenza, alla fratturazione. Le rocce affioranti, fatta eccezione per la modesta fascia montana, sono tutte geologicamente recenti: esse vanno dal Miocene, con formazioni per lo più torbiditiche, al Pleisto-Olocene, con estesi affioramenti piroclastici e/o alluvionali. (figg. 3 e 4) >>

                                             a cura del  Dott. Geol. IVAN COCCARELLI

 

 


1519