Palazzo Gizzi

Arricchito da un caratteristico portale, questo elegante palazzo è ubicato in Piazza XXV luglio e venne fatto costruire da Nicola Gizzi, padre del cardinale Tommaso Pasquale, a testimonianza del potere e della grandezza della famiglia. I Gizzi, infatti, erano una delle famiglie più importanti di Ceccano, ascritta al patriziato di Ancona, Osimo e Ferentino.
Dalla loggia del palazzo si tenevano le prediche per la festa del Patrono e quelle della sera del Venerdì Santo.

 

 

Tommaso Pasquale Gizzi

 

Il Cardinale Tommaso Pasquale Gizzi  nacque a Ceccano da una famiglia di antica nobiltà, il 22 settembre 1787. Dopo gli studi compiuti nel seminario di Ferentino, fu ordinato sacerdote nel 1810. Conseguita nel 1817 la laurea in diritto canonico e civile, divenne avvocato della Sacra Romana Rota.

Ricoprì  numerosi incarichi diplomatici: fu Uditore del Nunzio Pontificio e incaricato di affari pontifici a Lucerna, Monaco, Vienna e Bruxelles, Delegato Apostolico di Ancona, Arcivescovo Titolare di Tebe, Nunzio apostolico in Belgio, Svizzera e Torino, Legato Apostolico a Forlì. Nel 1844 Papa Gregorio XVI lo nominò Cardinale.
Grazie alla sua brillante carriera diplomatica godette di grande fama e considerazione, al punto d'essere tra i cardinali papabili alla morte di Gregorio XVI. Nella notte del conclave si diffuse erroneamente la voce della sua elezione a Papa; i domestici, come consuetudine, bruciarono gli abiti cardinalizi e inviarono una staffetta al paese nativo per annunciare la nomina. A Ceccano la notizia venne accolta con grande entusiasmo e si fece festa tutta la notte.

 "Nel tempo stesso si sparse, non si saprebbe dir come, la voce che il nuovo papa fosse il cardinale Gizzi il quale era in credito ed in istima, dacchè a ragguaglio dei cardinali Vannicelli e Massimo aveva bene governato in provincia… Per la qual voce fu grande la letizia in Roma. La lieta novella si sparse per le vicine terre e giunse fino a Ceccano, paese natale del Cardinale Gizzi, dove la sua famiglia fu salutata con uffici di gratulazione. Quando la mattina del 17 venne nei consueti modi pubblicato il nuovo papa… gli animi rimasero sospesi….[1]"

Il nuovo Papa, Pio IX, lo nominò Segretario di Stato nel 1846, carica che ricoprì fino al 1847, anno in cui rassegnò le dimissioni. Pur mantenendo contatti con la Santa Sede e partecipando ancora a congregazioni cardinalizie, Gizzi si ritirò a vita privata a Ceccano.
A seguito dei disordini che sconvolsero Roma nel 1848, il cardinale seguì Pio IX a Gaeta. Tuttavia, il suo cagionevole stato di salute (da tempo era malato di gotta) lo costrinse a soggiornare presso sua sorella a Lenola, dove morì nel 1849. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Lenola; il 25 ottobre 1992 i suoi resti vennero traslati nella chiesa di San Giovanni Battista a Ceccano.

 


 


[1] L.C. Farini, "Lo stato romano: dall'anno 1815 al 1850", Firenze 1850-1851.


 

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