Piazza XXV Luglio

Anticamente chiamata "Piazza degli Turròn" (Piazza del Torrione), nel 1870 fu denominata Piazza Vittorio Emanuele II. Nel 1931 vi fu eretto il monumento in onore dei Caduti del 1915-18. L'opera fu realizzata da Domenico Peruzzi ed è composta da una fontana di forma rettangolare e dalle statue in bronzo di due soldati, collocati ai lati di una colonna su cui si trova una Minerva Alata in travertino, scolpita sul modello della Minerva rinvenuta a Ostia Antica nel 1910. Dopo il Secondo Conflitto Mondiale vennero aggiunti al monumento due cippi in ricordo delle vittime militari e civili. Nello stesso periodo piazza Vittorio Emanuele cambiò il nome in Piazza XXV luglio a ricordo del giorno in cui cadde il ventennale Regime Fascista (25 luglio 1943).

 

Adiacente a Piazza XXV luglio si trova Piazza della Lotta, famosa in passato perché vi fu piantato l' Albero della Libertà. Si trattava di un palo sormontato dal berretto frigio rosso e decorato con bandiere. Esso era un simbolo dell'ideologia liberale repubblicana e veniva usato durante le cerimonie civili. Fu ideato dai rivoluzionari francesi e arrivò in Italia durante la Repubblica Romana nel 1798. Purtroppo dell'esemplare piantato in Piazza della Lotta non è rimasta traccia.   Oggi la piazza è chiamata Largo Tommasini, denominazione che gli venne data in onore del deputato Pietro Tommasini, fondatore a Ceccano del Monte di Pietà e della Cassa di Risparmio Tommasini. In un angolo di questa piazza, più precisamente all' incrocio di Via Magenta con Vicolo Stirpe, è presente Palazzo Meschini, villa residenziale in stile settecentesco con un piccolo giardino sul retro.

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