Inventari del castello del 1817 e del 1860

 

È possibile ricostruire lo stato del castello nel XIX secolo e, in particolare, gli effetti della sua trasformazione a carcere, grazie a due descrizioni del 1817 e del 1860.

La prima descrizione fu eseguita dal perito Vincenzo Cerroni su ordine di don Aspreno Colonna e legalizzata dal notaio Angelini il 20 maggio 1817. Illustra dettagliatamente la struttura del castello, gli ambienti in esso presenti, gli elementi costitutivi di ciascun ambiente (finestre, porte, pavimento, scale, eventuali arredi), precisandone anche i materiali usati e lo stato.

Di seguito sono riportate la parte iniziale (relativa alla descrizione dell'ingresso e di una stanza della Cancelleria) e finale del documento.

 

 

 

Descrizione dei locali della Rocca di Ceccano dell'Eccellentisima Casa Colonna affittati alla Comunità di Ceccano per uso di Cancelleria e residenza dei Governatori locali per l'annua pensione di scudi trenta e dello stato in cui il Sig. Giuseppe Galloni Agente Generale della lodata casa proprietaria li ha consegnati al sig. Francesco Gizzi, come compresi nell'affitto, che la lodata Casa possiede in Ceccano e del quale dal detto Sig. Gizzi affittuario si consegna alla ridetta Comunità inquilina, conforme al parere del Capomastro Francesco Cerroni perito di comun consenso eletto in quest'atto:

 

PORTONE D'NGRESSO coll'androne delle Carceri, a due fusti con quattro gangani e quattro bardelle e sovrapposto di legno tutto in stato servibile;
UN PORTELLINO che tramezza il fusto sinistro con altri due piccoli gangani e rispettive bandelle, catenaccio di ferro con quattro occhi rispettivi e sue rispettive chiavi.
L'INGRESSO selciato in cattivo stato con soffitto al di sopra della cosidetta guardiola […]
UN CORTILE scoperto che forma una specie di piazzetta avanti la stanza d'ingresso nella Cencelleria e nella Residenza.
DUE SCALINI lucrati, mediante i quali si ascende alla Residenza. Piccolo ripiano selciato. Quattro scalini di discesa per entrare alla Cancelleria ugualmente lucrati.
PORTA D'INGRESSO alla stanza di Cancelleria a due fusti con quattro gangani e quattro bandelle in cattivo stato ed una pessima chiave. Il solaro è mattonato a riserva di quattro mattoni mancanti, quattro tavole attaccate al muro per commodo delle carte, quali tavole sono sostenute dai suoi gattoncini di legno. Piccolo Pulpitino, per commodo dei cursori con tavole da sedere appogiate al muro e che vengono rette da tre pezzi di travetti. Altro simile più grande mancante degli sportelli nella parte di dietro in cattivo stato, con due cassette nella parte anteriore fornite di serratura e chiave in buono stato. Una fenestra colla vetrata nella metà di essa e l'altra metà coi sportelli di legno e naticchie simili con mezz'oscuri, ad uno dei quali manca una fascia lunga di legno...


[…] Nel nome di Dio Amen. L'anno del Signore Milleottocento venti addì del mese di maggio due. Attesto io Infrascritto Notaro pubblico di Frosinone qualmente in un foglio di descrizione dei fabbricati osiano di casamenti di pertinenza della Casa Colonna esistenti negli ex Feudi di Ceccano, Pofi, S.Stefano, Giuliano, Patrica, Morolo, fatto dal Perito Vmcenzo Cerroni sotto il dì ventuno maggio 1817 e registrato a Frosinone il ventuno maggio detto Volume primo Foglio 137 V Casa quarta col pagamento di baiocchi venti al preposto Torreciani per Sindici e formalmente legalizzato sotto lo stesso giorno ventuno maggio dal Sig.Notaio Clemente Angelini di Ceccano, qual legalizzazione parimenti registrata a Frosinone il detto Ventuno maggio 1817 Volume B foglio V Casa B col pagamento di baiocchi venti al preposto Torreciani per Sindici esiste la seguente particola -tralasciate altre cose CECCANO Fabbrica Grande ed Irregolare di antica costruzione a capo della suddetta Terra detta la Rocca ossia Castello, confina con il Sig. Vincenzo Bonanome, strada, e Sig. Giovanni Sindici, la quale ha l'ingresso dalla parte di Ponente. Un Portone grande, entrato al quale si trova un cortile coperto e a destra un cancello che mette ad un cortile scoperto, circondato di muri antichi, e dalla detta fabrica; in un lato di esso cortile verso mezzogiorno vi è una chiesa per commodo di dire Messa per i carcerati,e al lato un cisternone coperto a tetto, ma non se ne fa alcun uso. Entrato al primo cancello di legno alla parte destra vi sono altri due cancelli simili uno dentro l'altro, che mettono ad un altro cortile scoperto, il quale mette a cinque camere, mediante due scalette ,cioè due cameroni per carceri ad uso di larghe, e tre altre piccole camere delle carceri delle donne, a sinistra del primo cancello vi sono tre camere, uno per uso di infermeria e due per guardiola, e nella parte verso Tramontana, vi sono quattro camere una sopra l'altra per altre carceri per uso di segrete con scala di sei branche che mette alle suddette stanze. In prospetto del Portone di primo ingresso vi è un altro portone, che mette ad un altro cortile scoperto circondato di muri antichi. A destra di detto portone vi è una stanza terrata per uso di stalla, ed il detto cortile mette a tre camere terrate, per uso di cellaria, e poi una scala a due branche e sottoscala, il primo mette a quattro camere per il custode delle carceri, ed il secondo all'abitazione del Governatore, consistente a capo le scale in due cortili, uno scoperto e l'altro coperto ed in un corritore e nove camere e due loggie una coperta e l'altra scoperta ed due camere sotto tetto con scala interna di legno per salire alle suddette stanze sotto tetto. Contigua alla scala vi è un'altra scaletta che mette alla Rocca della cisterna grande per uso dell'acqua dei carcerati con condotti di latta .Un orto alla parte di settentrione. Tutta la suddetta fabbrica con li suoi annessi, comodità di acqua e cortili si valuta d'annuo affitto scudi centocinquanta. Tralasciate altre cose Sottoscritto Vincenzo Cerroni Perito mano propria.
Seguono le dichiarazioni dei notari che la descrizione collazionata corrisponde alla realtà ed è riportata parola per parola.

 

 

 

Risale al 1860 la seconda descrizione del castello, fatta dall'ingegnere governativo Luigi Passerini per ordine della direzione generale delle carceri, a seguito dei lavori di risanamento eseguiti dal proprietario Cav. Filippo Berardi. Nonostante il passaggio di proprietà (il marchese Filippo Berardi acquista in questo periodo i beni della famiglia Colonna), i locali principali della struttura restano gli stessi del 1817. Il documento conferma chiaramente la trasformazione degli antichi ambienti del castello medievale (mastio, palatium) in celle carcerarie o in locali funzionali al carcere. Sul grande cortile a sinistra dell'ingresso si affacciavano, infatti, l'abitazione del secondino (costituita da due piani comunicanti fra loro per mezzo di una scaletta di legno), l'infermeria, una cappella, un pozzetto, le segrete della torre mastio. La cappella presentava una copertura a volta reale a botte con quattro cunette ad archi, pareti intonacate e a mezza tinta, un pavimento con grandi lastre di peperino irregolari. Al suo interno era conservata una colonna di pietra ad uso di acquasantiera. Su un secondo cortile interno, invece, si affacciavano il carcere delle donne, una larga e una segreta/galeotta. Il carcere femminile era composto da tre ambienti, ai quali era possibile accedere salendo una scala esterna scoperta. La cosiddetta "Larga", un reparto carcerario più mite e arieggiato, era composta da un ambiente suddiviso da un arcone con un pilone in mezzo. Al di sotto della "Larga" si trovava la "segreta o galeotta", uno spazio sicuramente più angusto e oscuro. Era, infatti, suddiviso come la larga, da un arcone con pilone in mezzo ma metà di questo arcone era murato a pieno. La struttura ospitava anche l'abitazione del custode.

 

È riportata a titolo esemplificativo la sezione del documento relativa alla descrizione dei locali dell'antico mastio, adibiti a segrete chiamate "Inferno", "Purgatorio" e "Paradiso". 

 

2aSEGRETA-POZZETTO
Porta con fusto ad una partita foderato e guarnito con tre gangani e bandelle in mediocre stato senza catenaccio e serratura […]. Pareti e volta stabilite a rustico, pavimento in astrico in buono stato. Tornando per il medesimo corridoio anteriore al Pozzetto si ascende la scala del Maschio racchiusa tra pareti di muro rustico restaurato col chiudere varie buche esistenti e coperta da volta simile: e questa scala prende luce da finestre o arcate lasciate in grossezza di muro .

Salite le prime due rampe, la prima di 12 gradini di peperino in sufficiente stato, la seconda di 9 gradini simili, con ripiano astricato si entra alla:

3a SEGRETA- INFERNO

Porta con doppio infisso: l'esterno con fusto ad una partita foderato di tavole di castagno, con tre gangani a bandella, catenaccio tondo con tre occhi, serratura a chiave in discreto stato. L'infisso interno è formato da fusto di querce ad una partita foderato e guarnito con tre gangani e bandelle, catenaccio tondo con tre occhi, e staffa impiombata a muro, e battuta di ferro al di dietro ugualmente a muro, serratura e chiave in buono stato, essendo stato di nuovo rinforzato con traversa di tavolone nel mezzo e rinnovata la serratura.
Finestra con doppia inferriata, avente ognuna quattro dritti e quattro traversi. Sportellone interno ad una partita con tre traverse e ferrato con due gangani e bandelle, catenaccio tondo con due occhi ed il terzo impiantato nello stipite, serratura e chiave. Cesso incavato in grossezza di muro con sedile coperto e chiusino di legno. Solaio a quartaroli armato di un legnetto in buono stato. Pareti intonacate ed imbiancate, pavimento di astrico in sufficiente stato. Uscendo da questa segreta ed ascendendo un terzo rappante di scala con munero 14 gradini di peperino in sufficiente stato s'incontra un lungo ripiano astricato nel quale è l'ingresso della
4a SEGRETA - PURGATORIO
Porta d'ingresso con doppio infisso, l'esterno formato di fusto foderato di tavole di castagno, ad una partita, con tre gangani e bandelle, con catenaccio tondo con tre occhi, serratura e chiave in discreto stato […]. Solaro con un legnetto quartaroli e tavolato in buono stato .Pareti con
intonaco rustico ed imbiancate e pavimento selciato in buono stato.
Uscendo da questa segreta si prosegue a salire la suddetta scala del maschio mediante un quarto rampante di numero 11 gradini di peperino in buono stato, alla cui sommità vi è una porta chiusa con nuovo fusto foderato di tavole di castagno, ad una partita con tre gangani e bandelle. Serratura a due voltate e chiave con occhio e battuta di ferro a muro.
Oltrepassata la porta si passa in un lungo ripiano con pavimento di astrico in sufficiente stato che immette ad un quinto rampante di 8 gradini simili all'altro rampante con un ultimo lungo ripiano difeso da
parapetto di muro con coronamento di mattoni. In questo ripiano con pavimento selciato irregolare e coperto a tetto ad una pendenza armato di un legnotto e formato da tavolato in mediocre stato con quartaroli e copertura a canali sopra e sotto si rinviene l'ultima segreta.
5a SEGRETA -PARADISO
Porta d'ingresso munita di doppio infisso come le altre segrete inferiori, cioè di fusto esterno ad una partita, di castagno, catenaccio tondo con tre occhi, serratura e chiave […]. Copertura dell'ambiente a tetto a due pendenze con incavallatura in mezzo, quartaroli, tavolato e copertura sopra di canali. Pareti con stabilitura rustica e imbiancata, pavimento di astrico .

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